La chiesa di santa Bibiana nel corso dei secoli ha avuto vari restauri. Il più importante fu quello di Onorio III (12l8-1227 nel 1220. Poi, neI 1625, in occasione dell’Anno Santo, Urbano VIII (1623-1644) incaricò Gian Lorenzo Bernini di restaurare completamente il tempio, che, sia all’esterno, che all’interno, assunse l’aspetto attuale.

Fu questa la prima opera d’architettura eseguita dal grande artista. Assumendosi il compito di restauratore, pur apportando delle modificazioni, rispettò il carattere antico della chiesa, senza alterarne la struttura. aggiungere ornamentazioni. che avrebbero turbato la semplice armonia delle linee. E così, ancora oggi, malgrado qualche aggiunta barocca, il tempio conserva un’impronta umile e severa, che ha un fascino particolare. G. L. Bernini aprì due piccole cappelle in fondo alle navate laterali, chiuse le finestre nella navata centrale, distrusse l’abside, costruendo in sua vece la cappella maggiore con la volta adorna di stucchi e trasportò l’altare dal centro a ridosso della parete. Le altre due cappelle nel mezzo delle navate laterali, più ampie e ricche, furono fatte più tardi.

Sotto il pontificato di San Pio X (1903-1914) ebbero luogo altri lavori di rifacimento. limitati tuttavia al restauro del pavimento e di parte del soffitto. Fino al 1920 la chiesa fu gestita dal Capitolo di Santa Maria Maggiore. come rettoria. Dalla suddetta data, venne affidata alla Congregazione dei religiosi “Figli della Sacra Famiglia”, fondata dal beato Giuseppe Manyanet. quale sede della Procura Generale dell’istituto. In seguito, il 30maggio 1953. Pio XII (1939-1958). considerata l’attività pastorale che si svolgeva, la elevò a “parrocchia”, con tutti gli onori e oneri.

Nel 1957, restaurando il locale, anticamente adibito a sacrestia, venne realizzata una cappella alla Sacra Famiglia, presieduta da un quadro su tela ad olio di Giovanni Battista Conti e con decorazioni del pittore Mastacchi di Verona.

Nel 1961 tornarono alla luce, in seguito ad un nuovo restauro operato dalla Sovrintendenza alle Belle Arti, alcuni tratti di muri maestri della chiesa primitiva. La Sovrintendenza suddetta, negli anni 1964-65, provvide anche al restauro degli affreschi, del pavimento e del soffitto.

Ciò nonostante, a causa delle continue vibrazioni derivanti dal passaggio dei treni, nel maggio 1982 cadde una parte d’intonaco del soffitto e la chiesa venne chiusa al pubblico per tre anni.

I successivi lavori di consolidamento del tetto, con il rinnovamento delle capriate e il rifacimento del soffitto, iniziati nel 1983, si protrassero fino all’agosto 1987. Ulteriori restauri degli affreschi, delle colonne e degli infissi in marmo delle tre porte d’accesso sono stati eseguiti dal 1997 al 1999.

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