La chiesa di Santa Bibiana è classificata tra i monumenti nazionali. Essa si conserva inalterata così come fu ristrutturata da G. Lorenzo Bernini nel biennio 1624-25. il Bernini, oltre a curare il restauro interno. arricchì la piccola chiesa rurale di un nuovo prospetto architettonico e di un nuovo portico. Oggi non vi è più sul timpano lo stemma papale di Urbano VIII essendo caduto dopo alcuni secoli.
Il prospetto è formato da un portico a tre arcate, scandito da piloni ionici, con capitelli e basi in travertino L’ordine superiore è diviso da semplici pilastri, allineati ai sottostanti e alternati a finestre modanate. il corpo centrale è più alto e avanzato e le due ali laterali vi si uniscono con una balaustra, fiancheggiata da vasi fiammeggianti su mensole. Nella chiesa tutta la struttura prospettica del Bernini dimostra una ‘applicazione estremamente intelligente e controllata dell’architettura manieristca’ (C. Brandi). Il Bernini ha cercato di rispettare le precise disposizione del Papa: la chiesa doveva avere un porticato che la facesse rassomigliare sia alle chiese antiche sia ai templi romani, in sintonia con lo specifico carattere della zona, in quel tempo ancora decentrata e suburbana. Affinità del prospetto della facciata di Santa Bibiana si riscontrano con quello della chiesa di S. Tommaso da Villanova a Castelgandolfo (1658-1661) e mostrano la continuità tra l’architettura berniniana degli esordi e quella della maturità.

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